Una nuova ricerca conferma che la forza della presa non è semplicemente una misura della potenza muscolare; è un riflesso diretto della funzione cerebrale e della resilienza fisica complessiva con l’avanzare dell’età. Uno studio dell’UC Riverside, pubblicato su Frontiers in Neuroscience, rivela una forte correlazione tra la forza di presa e l’attività in una regione chiave del cervello, il nucleo caudato, suggerendo che preservare la forza non è solo una questione di massa muscolare, ma di mantenere la capacità del cervello di coordinare i movimenti energici.
Perché la forza della presa è importante per un invecchiamento in buona salute
Per anni, la forza della presa è stata riconosciuta come un indicatore affidabile della salute generale. Una presa più forte è correlata a una migliore funzione fisica e prestazioni cognitive negli anziani. Non si tratta solo di aprire barattoli; riguarda il modo in cui il corpo e il cervello lavorano insieme. La ricerca più recente va oltre, identificando dove nel cervello questa connessione è più forte.
Il nucleo caudato: una regione chiave del cervello
I ricercatori hanno utilizzato scansioni MRI funzionali per monitorare l’attività cerebrale in 60 anziani mentre eseguivano test di massima presa. I risultati hanno indicato il nucleo caudato – una struttura cerebrale profonda responsabile della coordinazione dei movimenti, del processo decisionale e della formazione delle abitudini – come il motore principale della forza di presa. Una maggiore attività e connettività nel caudato erano costantemente collegate a una maggiore forza di presa, indipendentemente dal sesso o dalla massa muscolare. Ciò indica che per mantenere la forza fisica con l’età è necessario preservare la capacità del cervello di avviare e sostenere il movimento.
Passaggi attuabili per la resilienza cervello-corpo
Lo studio non offre interventi immediati, ma rafforza le abitudini esistenti basate sull’evidenza:
- Allenamento di resistenza: Un allenamento regolare di forza migliora la funzione muscolare e l’efficienza neurale.
- Movimento coordinato: Attività come l’allenamento dell’equilibrio, il Pilates o il tai chi mettono alla prova la comunicazione cervello-muscolo.
- Coinvolgimento cognitivo: Le regioni cerebrali coinvolte nel movimento sono modellate anche dall’apprendimento e dall’attenzione.
- Salute vascolare: Dai priorità al movimento regolare, a una dieta equilibrata e alla gestione della pressione sanguigna per garantire un flusso sanguigno efficiente sia al cervello che ai muscoli.
Il risultato finale
L’invecchiamento è un processo sistemico, non solo un declino dei muscoli o delle articolazioni. Questo studio rafforza l’idea che la forza fisica in età avanzata riflette il lavoro sincronizzato del cervello e del corpo. Un semplice test di presa potrebbe rivelare più informazioni sulla salute generale di quanto precedentemente previsto, offrendo un nuovo modo per monitorare e potenzialmente rallentare il declino fisico legato all’età.





























