Fascite plantare: trattamenti efficaci e cosa aspettarsi

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La fascite plantare, una causa comune di dolore al tallone, colpisce molte persone. Fortunatamente, la maggior parte dei casi risponde bene ai trattamenti non chirurgici, e fino al 90% ha riscontrato sollievo attraverso metodi conservativi. Tuttavia, il recupero richiede in genere tempo, tra i 6 e i 18 mesi, quindi la pazienza è la chiave. Se il dolore persiste oltre diversi mesi, possono essere prese in considerazione opzioni più aggressive come la chirurgia o la terapia con onde d’urto.

Comprendere la fascite plantare e i suoi sintomi

Il sintomo caratteristico è il dolore al tallone, spesso più intenso con i primi passi al mattino o dopo periodi di riposo. Il disagio solitamente diminuisce con il movimento ma può ripresentarsi dopo un’attività prolungata. Questa condizione deriva dall’infiammazione della fascia plantare, una spessa fascia di tessuto lungo la parte inferiore del piede.

Opzioni terapeutiche per alleviare il dolore

Diversi farmaci possono aiutare a gestire i sintomi della fascite plantare:

  • FANS da banco: Farmaci come l’ibuprofene (Advil, Motrin) e il naprossene (Aleve) riducono efficacemente il dolore e il gonfiore. Tuttavia, l’uso prolungato (oltre 10 giorni) può portare a effetti collaterali come disturbi di stomaco o ulcere, quindi consulta il tuo medico in caso di dubbi.
  • Iniezioni di cortisone: per infiammazioni gravi che non rispondono ai FANS, il medico può raccomandare iniezioni di cortisone. Questi potenti antinfiammatori possono fornire un rapido sollievo ma comportano rischi potenziali, tra cui il deterioramento della cartilagine e il peggioramento dell’artrite. Un’attenta considerazione e discussione con il tuo team sanitario sono cruciali.

Quando l’intervento chirurgico potrebbe essere necessario

La chirurgia è raramente la prima linea di difesa. L’American Academy of Orthopaedic Surgeons lo consiglia solo dopo 12 mesi di trattamento non chirurgico fallito. Le opzioni chirurgiche includono:

  • Recessione gastrocnemica: Allungamento dei muscoli del polpaccio per ridurre la tensione sulla fascia plantare.
  • Rilascio della fascia plantare: Taglio di parte della fascia plantare per alleviare la tensione.

Queste procedure comportano rischi, come danni ai nervi o appiattimento dell’arco plantare.

Terapia extracorporea con onde d’urto: un’alternativa non invasiva

Se i trattamenti conservativi falliscono, si può prendere in considerazione la terapia con onde d’urto extracorporee. Ciò comporta l’emissione di onde sonore ad alta energia per stimolare la guarigione dei tessuti. La ricerca sulla sua efficacia è contrastante, ma alcuni studi mostrano risultati promettenti.

Cosa aspettarsi e come gestire i sintomi

La fascite plantare spesso si risolve entro pochi mesi con un trattamento coerente e conservativo. Oltre ai farmaci, riposo, ghiaccio, stretching e calzature di supporto possono migliorare significativamente i risultati. Anche gli inserti del piede o il nastro dell’arco plantare possono fornire sollievo.

“L’intervento chirurgico è solitamente consigliato solo se i sintomi non migliorano dopo 12 mesi di trattamento.”

La stragrande maggioranza dei pazienti trova sollievo senza intervento chirurgico.

In definitiva, la gestione della fascite plantare richiede un approccio globale. Sebbene il sollievo dal dolore sia raggiungibile, comprendere la condizione, i potenziali trattamenti e le aspettative realistiche è essenziale per il successo a lungo termine.

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