La nefropatia da IgA (IgAN), nota anche come malattia di Berger, è una condizione renale cronica causata da anticorpi anomali dell’immunoglobulina A (IgA) che innescano l’infiammazione. Per anni, il trattamento prevedeva principalmente la gestione dei sintomi con farmaci per la pressione sanguigna e aggiustamenti dello stile di vita. Tuttavia, recenti progressi hanno introdotto terapie mirate progettate per affrontare direttamente la disfunzione immunitaria sottostante che guida la malattia, offrendo nuove speranze ai pazienti a rischio di insufficienza renale.
Il problema dei trattamenti tradizionali
I trattamenti tradizionali come gli ACE inibitori e gli ARB aiutano ad abbassare la pressione renale e a ridurre la perdita di proteine, ma non fermano il processo immunitario che causa danni. Gli steroidi, sebbene efficaci, presentano effetti collaterali significativi a causa del loro ampio effetto immunosoppressivo. Questo è il motivo per cui le terapie mirate rappresentano un cambiamento importante nel modo in cui viene gestita l’IgAN: si concentrano sull’intervento su specifici meccanismi della malattia, riducendo al minimo gli effetti sistemici.
Budesonide: un approccio steroideo mirato
Nel 2021, la FDA ha approvato la budesonide a rilascio mirato (Tarpeyo), uno steroide formulato per rilasciare il suo composto attivo nell’intestino tenue dove vengono prodotti anticorpi IgA anomali. Questa azione localizzata riduce l’infiammazione alla fonte, diminuendo la circolazione degli anticorpi ai reni. Gli studi clinici hanno mostrato una riduzione del 31% della proteinuria dopo nove mesi, rallentando il declino della funzionalità renale in due anni.
Idoneità: Adulti con IgAN primaria ad alto rischio di peggioramento renale, confermato da proteinuria persistente (almeno 1 g/giorno) nonostante terapia di supporto ottimizzata.
Avvertenze: Evitare i FANS e alcuni farmaci (ketoconazolo, ritonavir, eritromicina) che interferiscono con il metabolismo della budesonide. Gli effetti collaterali più comuni includono gonfiore, ipertensione e aumento di peso.
Sparsentano: blocca l’infiammazione dei reni
Approvato nel 2023, sparsentan (Filspari) adotta un approccio diverso. Blocca due recettori nei reni – l’endotelina di tipo A (ETA) e l’angiotensina II di tipo 1 (AT1) – riducendo l’infiammazione e la perdita di proteine. Gli studi clinici hanno mostrato una riduzione del 45% della proteinuria dopo 36 settimane e un rallentamento del declino della funzionalità renale nell’arco di due anni.
Idoneità: Adulti con IgAN primaria a rischio di peggioramento della funzionalità renale, in particolare quelli intolleranti agli steroidi o agli inibitori SGLT2.
Avvertenze: La combinazione di spardentan con ACE inibitori/ARB o altri bloccanti dell’endotelina può causare una pressione sanguigna pericolosamente bassa. Monitorare attentamente la funzionalità renale se si assumono FANS. Non raccomandato durante la gravidanza.
Atrasentan: blocco focalizzato dei recettori ETA
Approvato nel 2025, atrasentan (Vanrafia) si concentra esclusivamente sul blocco dei recettori ETA nei reni. Ciò riduce l’infiammazione e abbassa la proteinuria senza un’ampia soppressione immunitaria. Gli studi hanno mostrato una riduzione del 38% della proteinuria rispetto al placebo.
Idoneità: Adulti con IgAN primaria a rischio di progressione più rapida della malattia, con un rapporto proteine/creatinina nelle urine (uPCR) pari o superiore a 1,5 g/g nonostante le cure standard.
Avvertenze: Evitare alcuni antibiotici e antifungini che interferiscono con il metabolismo di atrasentan. Non raccomandato durante la gravidanza.
Iptacopan: Mirare al sistema del complemento
La FDA ha approvato l’iptacopan (Fabhalta) nel 2024, mirato al sistema del complemento, una parte del sistema immunitario che guida l’infiammazione nell’IgAN. Bloccando un passaggio specifico di questo sistema, iptacopan riduce l’infiammazione senza sopprimere ampiamente l’immunità. Gli studi clinici hanno mostrato una riduzione del 38% della proteinuria dopo nove mesi.
Idoneità: Adulti con IgAN primaria ad alto rischio di progressione più rapida della malattia, con uPCR pari o superiore a 1,5 g/go superiore.
Avvertenze: Richiede vaccinazioni contro le infezioni da meningococco, pneumococco e Haemophilus influenzae di tipo b. Non utilizzare durante infezioni batteriche attive.
Sibeprenlimab: blocca la produzione di IgA
La più recente terapia approvata dalla FDA, sibeprenlimab (Voyxact), approvata nel novembre 2025, blocca APRIL, una proteina coinvolta nella produzione anomala di anticorpi IgA. A differenza delle altre, questa terapia viene somministrata tramite iniezione.
Questi trattamenti più recenti stanno espandendo le opzioni terapeutiche per le persone con IgAN e offrendo a molte persone più modi per rallentare il danno renale.
Conclusione: le terapie mirate stanno rivoluzionando il trattamento della nefropatia da IgA affrontando le cause profonde della malattia e riducendo al minimo gli effetti collaterali sistemici. Questi progressi offrono la speranza di rallentare la progressione della malattia e preservare la funzionalità renale per i pazienti che in precedenza avevano opzioni limitate.
