Sono state pubblicate le ultime linee guida dietetiche statunitensi, che pongono una forte enfasi sull’assunzione di proteine, esortando gli americani a limitare gli alimenti trasformati e gli zuccheri aggiunti, e allo stesso tempo suscitando il dibattito tra gli esperti di nutrizione. Le raccomandazioni influenzeranno direttamente i programmi alimentari federali come SNAP e i pasti scolastici, influenzando le diete di milioni di persone, ma sollevano interrogativi sulla praticità e sull’allineamento scientifico.
Le proteine sono al centro dell’attenzione
Le linee guida ora raccomandano di consumare quotidianamente da 1,2 a 1,6 grammi di proteine per chilogrammo di peso corporeo, promuovendo un approccio ad alto contenuto proteico ad ogni pasto. Sebbene le proteine animali offrano benefici nutrizionali – tra cui vitamine essenziali e senso di sazietà – i critici sottolineano che le linee guida minimizzano i rischi associati all’assunzione di grassi saturi, le sfide in termini di accessibilità economica e i potenziali effetti cardiovascolari a lungo termine.
Come osserva la dietista Kathleen Garcia-Benson, il messaggio favorisce sottilmente le proteine animali, minando potenzialmente le diete vegetariane o vegane senza un contesto sufficiente.
Aumentano i latticini interi, ma non senza preoccupazioni
Le linee guida promuovono anche i latticini integrali, suggerendo tre porzioni al giorno, citando potenziali effetti “neutri” dei grassi saturi rispetto alla carne. Tuttavia, gli esperti sostengono che ciò non tiene conto dei soggetti con intolleranza al lattosio o preferenze dietetiche e trascura le fonti di calcio facilmente disponibili oltre ai latticini, come il latte vegetale fortificato.
Guida confusa sui grassi
Nonostante raccomandino di limitare i grassi saturi al 10% delle calorie totali, le linee guida evidenziano curiosamente il burro e il sego di manzo insieme all’olio d’oliva come “grassi sani”. Ciò crea confusione, poiché rimanere costantemente entro la soglia dei grassi saturi dando priorità a questi alimenti è difficile. La mancanza di chiarezza tra i diversi tipi di grassi confonde ulteriormente le acque.
Alimenti trasformati e zucchero: un giro di vite necessario
Le linee guida riconoscono finalmente i danni degli alimenti altamente trasformati, consigliandone un consumo ridotto e scoraggiando gli additivi artificiali. Questa mossa è in linea con il consenso generale sulla salute, anche se gli esperti avvertono che non tutti gli alimenti trasformati sono uguali: alcuni, come lo yogurt, mantengono il valore nutrizionale.
Anche i limiti di zucchero aggiunto sono stati inaspriti, ora limitati a 10 grammi per pasto per gli adulti e zero per i bambini sotto i 10 anni. Si tratta di un cambiamento significativo rispetto alle raccomandazioni precedenti, che miravano a frenare l’assunzione eccessiva di zucchero.
Frutta, verdura e diete a basso contenuto di carboidrati: le sfumature contano
Le linee guida continuano a incoraggiare il consumo di frutta e verdura, ma sottolineano la “forma originale” rispetto alle opzioni di convenienza, che potrebbero essere poco pratiche per chi ha vincoli di tempo o di budget.
Inoltre, le linee guida suggeriscono diete a basso contenuto di carboidrati per la gestione delle malattie croniche, ma enfatizzano l’individualizzazione. Come dice Garcia-Benson, il successo dipende dalla sostenibilità, dall’accesso al cibo e dalla qualità generale, non semplicemente dalla limitazione dei carboidrati.
Guida all’alcol attenuata
I precedenti limiti giornalieri di consumo di alcol sono stati rimossi, sostituiti con un invito generale a “consumare meno” alcol per una migliore salute. Sebbene il consumo moderato di alcol possa avere un impatto sul sonno, sull’idratazione e sulla funzionalità epatica, gli esperti sostengono che i limiti personalizzati – un drink per le donne, due per gli uomini – rimangono prudenti.
Il quadro più ampio: sfide di implementazione
Queste linee guida influenzeranno i programmi alimentari federali a livello nazionale. Tuttavia, la loro efficacia dipende dalla capacità di affrontare il cambiamento comportamentale, dalla convenienza e dall’accessibilità, non solo dalla definizione di regole rigide.
“Le linee guida nutrizionali dovrebbero ridurre la confusione e sostenere le persone ovunque si trovino”, afferma Garcia-Benson. “La maggior parte delle persone beneficia molto di più da un’assistenza personalizzata e flessibile che da raccomandazioni valide per tutti”.
Le linee guida rappresentano un passo verso la priorità data alle proteine e la riduzione degli additivi nocivi. Tuttavia, il loro messaggio vago e la potenziale impraticabilità sollevano interrogativi sull’impatto nel mondo reale e se soddisfano veramente i bisogni sanitari di tutti gli americani.





























