Gestire l’ipertensione spesso richiede farmaci, ma ciò che mangi può avere un impatto significativo sull’efficacia di tali farmaci. Alcuni alimenti possono amplificare, diminuire o contrastare completamente gli effetti dei comuni trattamenti per la pressione sanguigna. Comprendere queste interazioni è fondamentale perché ignorarle può portare a farmaci inefficaci o effetti collaterali pericolosi.
Pompelmo: un’arma a doppio taglio
Il pompelmo contiene composti che interferiscono con la capacità del fegato di elaborare molti farmaci, compresi quelli usati per trattare l’ipertensione. Nello specifico, il pompelmo blocca un enzima chiamato CYP3A4, che scompone i farmaci nel sistema. Ciò può portare a effetti simili a quelli di overdose se il farmaco persiste troppo a lungo o a una riduzione dell’efficacia se l’assorbimento è ostacolato.
Come spiega la cardiologa Dott.ssa Jacqueline Dowe, “Alcuni succhi di frutta, come il pompelmo e il succo d’arancia, possono ridurre l’assorbimento dei beta-bloccanti, rendendoli meno efficaci”.
Formaggio stagionato e tiramina: un binomio rischioso
I formaggi stagionati sono ricchi di tiramina, una sostanza che può causare pericolosi picchi di pressione sanguigna se combinata con gli inibitori delle monoaminossidasi (IMAO), un tipo di antidepressivo. Gli IMAO prevengono la degradazione della tiramina, portando ad un accumulo che può innescare una crisi ipertensiva.
Tuttavia, questa interazione colpisce principalmente i soggetti che assumono IMAO, non quelli che assumono farmaci antipertensivi standard. Altri alimenti ad alto contenuto di tiramina includono prodotti fermentati come crauti, carne affumicata e alcune bevande alcoliche.
Il cardiologo Dr. Leonard Pianko chiarisce: “Gli IMAO interagiscono con il formaggio stagionato e possono causare un improvviso picco della pressione sanguigna… Il formaggio stagionato non è vietato se si assumono farmaci antipertensivi standard”.
Alimenti ad alto contenuto di sodio: annullare i farmaci
Un’assunzione eccessiva di sodio contrasta direttamente gli effetti di molti farmaci per la pressione sanguigna, in particolare diuretici e betabloccanti. L’American Heart Association raccomanda di limitare il sodio a 1.500 mg al giorno, ma molti alimenti trasformati, fast food e snack salati superano di gran lunga questa quantità.
Un alto contenuto di sodio provoca ritenzione di liquidi nei reni, aumentando la pressione sanguigna nonostante i farmaci. Il dottor Pianko suggerisce: “Mangiare cibi ad alto contenuto di sale può ridurre l’efficacia dei farmaci… Consiglio di distribuire l’assunzione di sale piuttosto che consumarlo tutto in una volta”.
Alimenti ad alto contenuto di potassio: procedere con cautela
Alcuni farmaci per la pressione sanguigna, come i diuretici risparmiatori di potassio (come lo spironolattone) o gli ACE inibitori, aumentano i livelli di potassio nel sangue. Questo può essere pericoloso per le persone con problemi renali o per coloro che sono già inclini all’iperkaliemia (eccesso di potassio).
Sebbene il potassio sia generalmente benefico per la pressione sanguigna, monitora attentamente l’assunzione se stai assumendo questi farmaci. Consultare il proprio medico prima di ridurre drasticamente gli alimenti ricchi di potassio.
Il dottor Dowe sottolinea: “Se stai assumendo un farmaco che aumenta il livello di potassio… cerca di evitare di mangiare cibi ricchi di potassio”.
Liquirizia: un pericolo nascosto
La liquirizia contiene composti che inducono il corpo a trattenere sodio e acqua mentre espelle il potassio. Ciò interferisce con i diuretici e gli ACE inibitori, potenzialmente aumentando la pressione sanguigna e causando ritmi cardiaci anormali. Nei casi più gravi, può portare a gravi complicazioni cardiovascolari.
In che modo il cibo influisce sui farmaci: i meccanismi principali
Il modo in cui il cibo interagisce con i farmaci non è casuale. Si tratta di diversi processi chiave:
- Interferenza di assorbimento: alcuni alimenti riducono la capacità di assorbimento dei farmaci.
- Interruzione metabolica: altri alimenti bloccano la degradazione dei farmaci, portandone a concentrazioni più elevate nel corpo.
- Assorbimento migliorato: Al contrario, alcuni alimenti possono aumentare l’assorbimento, causando potenzialmente effetti collaterali.
- Effetti diretti sulla pressione sanguigna: gli alimenti ad alto contenuto di sodio aumentano la pressione sanguigna, contrastando i farmaci.
- Squilibrio minerale: gli squilibri di potassio e sodio possono compromettere l’efficacia dei farmaci.
Ignorare queste interazioni può provocare una pressione sanguigna incontrollata, un aumento degli effetti collaterali o persino complicazioni potenzialmente letali. Discuti sempre della tua dieta con il tuo medico per assicurarti che i farmaci funzionino come previsto.
